I premi

Giunti alla dodicesima edizione della manifestazione, nel tempo, oltre ai due premi tradizionali de “I gusti fra le righe” e “Poliziotti che scrivono”, si sono consolidati due altri premi che anche quest’anno raccolgono titoli importanti. Il primo è il trofeo “Rinaldo Scheda”, dedicato a quei libri che prestano grande attenzione ai temi della riforma della polizia e giunto alla terza edizione. Il secondo è il premio “Marco Nozza” dedicato al giornalismo di inchiesta.

Ecco due brevi schede dei personaggi a cui sono dedicati due dei premi.

4428_4428Rinaldo Scheda

Rinaldo Scheda nasce a Bologna nel 1923. Giovane antifascista, nell’immediato dopoguerra viene coinvolto nelle lotte che hanno al centro la Camera del lavoro di Bologna. Diventa in seguito e rapidamente dirigente del sindacato degli edili e poi giovanissimo segretario generale della Fillea di Bologna. Giuseppe Di Vittorio comincia a stimarlo e nel 1952 lo propone Segretario generale della Fillea nazionale.

Dopo la morte di Di Vittorio, avvenuta nel novembre del 1957, il nuovo segretario generale della Cgil, Agostino Novella, lo chiama in segreteria come responsabile dell’organizzazione, incarico che mantiene dal 1958 al 1981, anche quando Luciano Lama diventa segretario generale. Nel frattempo è anche membro della direzione del Pci. Nel 1981 esce dalla segreteria nazionale ma rimane in Cgil fino al 1985, interessandosi della scuola di Ariccia e della formazione dei Quadri.

Nel 1985 il Pci lo candida come capolista alle regionali del Lazio dove viene eletto. Nel 1990, con la svolta della Bolognina e a causa di pesanti problemi di salute, si ritira dalla scena politica. La Cgil lo ricorda come un personaggio forte e carismatico, uno dei costruttori della Cgil moderna.

E’ scomparso a 86 anni nel 2009.

hqdefaultMarco Nozza

Giornalista di inchiesta, soprannominato “il pistarolo”, una delle più grandi firme del giornalismo italiano negli anni più bui della Repubblica. Laureato in Lettere Moderne all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1948. Per sei anni è professore di storia, insegnando al collegio di Celana.

Si fa notare scrivendo poesie e Andrea Spada lo chiama a lavorare come cronista a L’Eco di Bergamo nel 1954, dove rimarrà fino al 1962. In quell’anno pubblicò, assieme a Indro Montanelli, per Rizzoli una biografia di Giuseppe Garibaldi, diventata rapidamente un bestseller. Prosegue scrivendo il libro Mazzini Giuseppe contumace, altro libro di argomento storico.

Dal 1962 al 1966 lavorerà a L’Europeo, facendo dapprima apprendistato nel grande giornale e successivamente realizzando le sue prime inchieste. In seguito arrivò al quotidiano Il Giorno, diretto da Italo Pietra, che non avrebbe più lasciato.

Per la strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), Il Giorno è fra i pochi giornali che prende le distanze dalla pista della “bomba anarchica” e Nozza è fra i giornalisti che seguono gli sviluppi dell’inchiesta, insoddisfatto delle versioni governative. Da questo momento il suo impegno giornalistico lo assorbirà in tutti i maggiori avvenimenti violenti degli anni di piombo, da Valpreda al caso Pinelli, dal caso Lavorino al delitto del commissario Calabresi, dalle uccisioni dei magistrati, gli attentati dei terroristi rossi e neri, passando per i cortei di protesta del sabato[1]

Dà vita, con Guido Nozzoli, Morando Morandini e Giorgio Bocca, al bcd, Bollettino di controinformazione democratica.

Con Camilla Cederna, Giorgio Bocca, Giampaolo Pansa, Corrado Stajano, Ermanno Rea, Marco Fini e altri, ha scritto Le bombe di Milano (Guanda, 1970). L’antologia, pubblicata postuma, Il pistarolo contiene i suoi pezzi migliori di giornalismo investigativo (il Saggiatore, 2006).

Nel 1967 ha vinto il Premiolino e, nel 1973 il Premio Saint Vincent per il giornalismo.

Dal suo libro Hotel Meina è stato ricavato nel 2007 il film omonimo di Carlo Lizzani, Hotel Meina.

E’ morto nel 1999 a Milano.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *